lunedì 3 agosto 2026

Rethnes 2026: Quando la storia si fa orgoglio, identità e passione

Ci sono sere in cui il passato smette di essere un racconto tra i libri e torna a far battere forte il cuore di una comunità intera. Il 6 agosto 2026, a partire dalle ore 19:30, i vicoli in pietra e le corti di Maschito si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto per uno degli appuntamenti più suggestivi ed identitari del Vulture: la rievocazione storica delle Rethnes.

Un viaggio nel tempo diretto al Cinquecento, alle radici profonde dell'anima Arbëreshë, quando il condottiero Lazzaro Mathes ottenne da Carlo V il diritto di rifondare Maschito per le sue milizie di stradioti. 

La parola "Rethnes" (o Retnes) deriva dalla lingua Arbëreshë e richiama il concetto dell'assenso, dell'atto di autorizzazione concessa al Capitano Lazzaro Mathes. Ma nella tradizione locale, la parola "Rethnes" proviene dalla tradizione Arbëreshë e richiama il legame con le "redini" e la "cavalcata", simbolo dell'orgoglio equestre degli Stradioti. Rappresenta il ricordo indelebile dei condottieri albanesi che a cavallo riconquistarono la propria libertà e fondarono la nuova Maschito.

Un affascinante mosaico d'epoca in cui si intreccia la storia delle due fazioni storiche del borgo: i Cndrgnan (gli albanesi di Scutari) e i Majsor (i greci-coronei). Tra antiche rivalità ed esercitazioni militari, la fierezza di due anime distinte si fuso in un unico popolo pronto a giurare pace ed unione alla fontana Skanderbeg.

L’edizione di quest'anno si preannuncia straordinaria. Il centro cittadino risuonerà del ritmo dei tamburi imperiali e dello squillo chiaro delle chiarine. Tra cortei in abiti rinascimentali finemente decorati, la Compagnia d’Arme Capitano Lazzaro Mathes e il Corteo Storico Carlo V di S. Severo riporteranno in vita l'atmosfera imperiale e guerriera del Cinquecento, in una cornice curata nei minimi dettagli e arricchita dai contributi del Centro Culturale Internazionale “L. Einaudi” APS.

Non si tratta di una semplice manifestazione, ma dell'atto d'amore di un borgo che riscopre le sue origini, la sua lingua e la sua anima accogliente.

La Pro Loco di Maschito merita un enorme plauso per la cura magnifica e la passione impeccabile con cui, ogni anno, organizza e custodisce un evento così prezioso per l'intera comunità.

Segnate la data e l'orario in agenda: Giovedì 6 agosto 2026, ore 19:30. Maschito vi aspetta per vivere insieme la magia, il fascino e il sapore autentico della sua storia. Non fartelo raccontare!

sabato 1 agosto 2026

Salotto letterario a San Martino d'Agri (PZ) l'11 agosto 2026

Sono davvero grato all'Associazione Associazione Culturale Vincenzo Marinelli per l'invito a partecipare a questo evento come ospite.

L'11 agosto sarò a San Martino d'Agri (PZ) all'interno del salotto letterario "𝑃𝑎𝑒𝑠𝑖 𝑑𝑎 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑜 𝑏𝑜𝑟𝑔ℎ𝑖 𝑑𝑎 𝑣𝑖𝑠𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒?". Sarà un confronto ad ampio raggio sul dualismo tra borgo e paese e su come far convivere queste due dimensioni; al suo interno porterò il mio contributo focalizzandomi sul potere straordinario che le parole hanno nel plasmare l'identità e la valorizzazione dei nostri territori. Vi aspetto! 

domenica 26 luglio 2026

Un libro racconta Luigi Giura, genio lucano e pioniere dell’ingegneria moderna, da Il Giornale della Basilicata

Un nuovo libro riporta al centro dell’attenzione una delle figure più straordinarie dell’ingegneria italiana dell’Ottocento: Luigi Giura, ingegnere lucano e protagonista del rinnovamento tecnologico del Regno delle Due Sicilie.

L’opera, dal titolo “Luigi Giura, l’ingegnere lucano pioniere del rinnovamento tecnologico”, firmata da Nicola Amato, racconta il percorso umano e professionale di un visionario capace di lasciare un segno indelebile nella storia delle infrastrutture italiane...

Dalle sue origini a Maschito fino ai grandi progetti realizzati nel cuore dell’Italia dell’Ottocento, il libro ripercorre le tappe fondamentali della carriera di Giura, tra cui la progettazione del Ponte Real Ferdinando sul Garigliano, primo ponte sospeso in ferro d’Italia.

Continua a leggere l'articolo sul Giornale della Basilicata, al seguente link: https://giornaledellabasilicata.com/contenido/446/libro-luigi-giura-ingegnere-lucano

Maggiori informazioni su questo libro, invece, le trovate su: 

sabato 18 luglio 2026

Nessuno è profeta in patria: il paradosso del talento tra resistenze psicologiche e convalida digitale

Il proverbio "Nessuno è profeta in patria" è una delle espressioni più conosciute della saggezza popolare, utilizzata per descrivere il fenomeno umano per cui una persona, pur essendo riconosciuta per il proprio valore altrove, non riesce ad ottenere lo stesso riconoscimento nel luogo dove è nata o cresciuta. Le sue radici affondano nei Vangeli, dove Gesù stesso lo pronuncia durante la sua visita a Nazareth, la sua città natale, per esprimere il disappunto nei confronti di coloro che, pur conoscendolo da sempre, non lo accettavano come profeta.

Nel corso dei secoli, questo detto ha assunto una valenza universale, applicabile non solo al contesto religioso, ma anche a molte altre situazioni in cui il talento, l’innovazione o la creatività di un individuo vengono ignorati o sottovalutati dalle persone che lo conoscono più da vicino. Il paradosso di chi non trova apprezzamento nel proprio ambiente familiare o sociale, mentre viene celebrato altrove, ha ispirato numerose riflessioni in ambito sociale, culturale e psicologico.

Questa difficoltà nel riconoscere il valore di chi ci è vicino trova una spiegazione chiara nelle dinamiche della psicologia sociale e cognitiva. Al centro del fenomeno vi è il bias di familiarità, un meccanismo per cui tendiamo a incasellare le persone in ruoli rigidi basati sul passato. Chi ha visto un individuo crescere, fare errori o semplicemente condurre una vita ordinaria fatica a sovrascrivere quell'immagine storica con una nuova identità di successo o di leadership. Subentra inoltre l'invidia sociale: il successo di un membro del proprio gruppo originario altera gli equilibri relazionali e costringe gli altri a confrontarsi con le proprie aspirazioni irrealizzate. Al contrario, lo "straniero" beneficia del fascino dell'esotico e dell'ignoto, venendo giudicato esclusivamente per le sue competenze attuali, privo del fardello dei suoi trascorsi giovanili o privati.

Nell'era contemporanea, questo paradosso ha trovato una cassa di risonanza inedita nei social media, che hanno ridefinito il concetto stesso di "patria" e di "altrove".

  • L'iper-familiarità digitale: Piattaforme come Instagram, TikTok o Facebook espongono costantemente la quotidianità, normalizzando la figura dell'individuo e riducendone l'aura di eccezionalità agli occhi della cerchia ristretta. La vicinanza digitale esaspera il giudizio dei pari, portando spesso a dinamiche di discredito o indifferenza da parte dei contatti più stretti.

  • La convalida algoritmica globale: Gli algoritmi delle piattaforme lavorano su scala globale, aggregando nicchie di interesse sparse nel mondo. Questo permette al talento di scavalcare le resistenze geografiche e culturali del proprio ambiente d'origine, trovando validazione e successo in comunità digitali lontane.

  • L'effetto di rientro: Si assiste oggi a un ribaltamento digitale del proverbio: il riconoscimento locale non è più il punto di partenza, ma la conseguenza di una consacrazione esterna. Solo quando l'individuo accumula metriche di successo visibili globalmente (follower, visualizzazioni, collaborazioni internazionali), la "patria" ne riconosce tardivamente il valore, mossa non più da una reale comprensione del talento, ma dal bisogno di riflettersi nel prestigio riflesso di quel successo.

In definitiva, l’avvento del digitale non ha scardinato questa resistenza antropologica, ma ne ha accelerato i processi. Il paradosso di chi non viene compreso dalle proprie origini trova oggi una risoluzione non più nella distanza fisica, ma nella portata dei network globali. Solo quando il valore individuale viene filtrato, validato e rispedito al mittente da un pubblico esterno, la comunità d'appartenenza cede all'evidenza. Il riconoscimento nella propria terra si trasforma così nell'ultimo tassello di un percorso che, oggi come un tempo, richiede necessariamente di guardare oltre i confini di casa per essere pienamente compreso.

[© Nicola Amato]

venerdì 17 luglio 2026

L’uso della steganografia da parte di Bin Laden e Al Qaeda

Nell'ambito del ciclo di brevi video lezioni sulla steganografia dall’antichità al mondo digitale, vedremo in questo video lo straordinario utilizzo della steganografia nelle immagini, ma anche negli audio e nei video, da parte di Al Qaeda e Bin Laden.

Maggiori informazioni su questo argomento e sulla steganografia in generale le puoi trovare sul libro di Nicola Amato, autore di questo video, dal titolo La steganografia da Erodoto a Bin Laden: Viaggio attraverso le tecniche elusive della comunicazione, accedendo al link: www.amazon.it/dp/1520262221 

martedì 7 luglio 2026

A new milestone: Nicola Amato’s publications now officially indexed on Google Scholar

 Exciting news! 🚀📚✨

Google Scholar, the premier global search engine for academic and scholarly literature, now indexes the research and publications of Nicola Amato.

It is incredibly rewarding to see years of deep-dive research, historical analysis, and technical exploration recognized alongside the world's leading academic work. A huge thank you to the academic community, peers, and readers who continue to engage with these publications.

Here is my Google Scholar profile, where you can explore my research and academic publications:

https://scholar.google.com/citations?user=9T6sjlYAAAAJ&hl=en

lunedì 6 luglio 2026

L'essenza della steganografia

Nell'ambito del ciclo di brevi video lezioni sulla steganografia dall’antichità al mondo digitale, vedremo in questo video che cos’è la steganografia e le differenze con la crittografia.

Guarda il video qui 👇


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