Un thriller di mistero e occulto tra gravidanze impossibili, antichi rituali e segreti demoniaci
La levatrice e gli orrori del monastero, un altro straordinario thriller di mistero ed occulto.
Scrivere per passione, scrivere per comunicare. Qui trovate le informazioni sui miei lavori letterari.
La levatrice e gli orrori del monastero, un altro straordinario thriller di mistero ed occulto.
Una storia di coraggio, resistenza e identità. Un viaggio attraverso cinque secoli di memoria, tradizioni e appartenenza.
Un'attenzione particolare è dedicata alla Basilicata,
dove le comunità di Barile, Ginestra, Maschito, San Costantino Albanese e San
Paolo Albanese rappresentano ancora oggi preziose testimonianze di questo
patrimonio. Attraverso la loro storia, le tradizioni religiose, la lingua, le
feste e le usanze popolari, il lettore scoprirà come un'identità nata lontano
dall'Italia sia riuscita a sopravvivere, trasformarsi e tramandarsi di
generazione in generazione.
Ma questo non è soltanto un libro sul passato. È anche una
riflessione sul presente e sul futuro di una cultura che affronta le sfide
della modernità, dello spopolamento e della globalizzazione, cercando nuove
forme per preservare le proprie radici.
Tra storia, cultura, personaggi e testimonianze, questo
libro offre un percorso di conoscenza rivolto agli appassionati di storia,
agli studiosi delle tradizioni popolari, ai discendenti delle comunità
arbëreshë e a chiunque desideri scoprire un capitolo significativo del patrimonio
culturale italiano.
Ritengo sia molto importante iniziare a far familiarizzare i bambini con la tecnologia digitale ed apprenderne le basi giocando in modo da accompagnare i più piccoli nelle varie fasi della crescita, favorendo la concentrazione, la coordinazione mano-occhio e la libera espressione artistica attraverso un approccio visivo immediato, divertente e stimolante.
Questo album è stato pensato specificamente per la fascia d'età 5-8 anni. Attraverso illustrazioni chiare, simpatiche e con tratti ben definiti, i bambini potranno familiarizzare con le lettere dell'alfabeto e scoprire i termini del mondo moderno in modo semplice, visivo e stimolante.
Se volete approfondire la questione, potete seguire i link seguenti, dove troverete maggiori informazioni:
https://www.amazon.it/dp/B0HKXB4SVL
https://easysmartkids.blogspot.com/2026/09/lalfabeto-digitale.html
Rispetto al lavoro precedente, questa guida adotta un approccio ancora più chiaro, descrittivo e accessibile. Si tratta di un vero e proprio viaggio pratico ricchissimo di immagini chiarificatrici, schemi visivi ed esempi calati nella vita di tutti i giorni, pensato per guidare il lettore passo dopo passo alla scoperta dei segreti della scrittura nascosta senza mai perdersi in tecnicismi oscuri.
In questo libro non ti limiterai a leggere storie di spie del passato, ma intraprenderai un vero e proprio viaggio operativo. Scoprirai come una tecnica nata nell'antica Grecia sia diventata una delle armi digitali più potenti (e a volte pericolose) del mondo moderno.
Il nostro viaggio parte da lontano. Vedremo come le antiche civiltà nascondevano segreti nei modi più incredibili:
Ma non ci fermeremo alla storia. Arriveremo fino ai giorni nostri, scoprendo come persino l'intelligence moderna e organizzazioni criminali abbiano usato la steganografia digitale per pianificare operazioni nell'ombra senza lasciare alcuna traccia apparente sul web.
La parte più entusiasmante del libro comincia quando la storia lascia il posto al digitale. Oggi il terreno di caccia della steganografia sono i file che usi tutti i giorni, che sono immagini, brani musicali e persino video.
Infine, indosserai i panni dell'investigatore digitale. Analizzeremo il campo della stegoanalisi e del computer forensics, ossia le tecniche usate dagli esperti di cybersecurity per scovare i file modificati, proteggere il copyright delle opere digitali con il watermarking e salvare vite umane applicando la steganografia nel settore medico.
Premetto che la poesia, in generale, non mi fa impazzire. È
un territorio talmente personale e intimo che, in fin dei conti, solo chi l’ha
scritta la comprende davvero fino in fondo. Gli altri si limitano a coglierne
qualche frammento, sfiorandone la superficie senza mai afferrarne la vera
essenza. Qualcuno si è scandalizzato quando ho paragonato la poesia al jazz, sostenendo che piace solo a chi lo suona. È una similitudine forte, ma rende benissimo l’idea di come la penso, pur facendomi apparire insensibile, quale non sono, e correndo il rischio di risultare impopolare pur di esprimere con sincerità il mio pensiero.
Se però molte liriche del passato mantengono un valore
indiscutibile, capace di far riflettere e muovere il pensiero, oggigiorno la
situazione è cambiata radicalmente. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale,
l’impronta personale si sta inesorabilmente perdendo. Poesie, romanzi e perfino
i banali post sui social non sono più l’espressione autentica dell’anima umana,
ma sono solo simulacri, idee di massima confezionate da un algoritmo a partire
da un’indicazione sommaria.
Per chi legge con attenzione e sa cogliere le sfumature, e
soprattutto per chi usa l’IA come semplice supporto al lavoro creativo e non
come sostituto del cervello, il trucco salta subito all’occhio. Il modus
operandi delle principali piattaforme è sempre lo stesso, ed è quello di evitare
la complessità strutturata, il lessico forbito e il ragionamento articolato,
rifugiandosi in una continua schematizzazione. Il segnale spia? L’uso
sistematico dei due punti (:) messi lì per introdurre elenchi puntati o liste
di concetti. Se trovate un testo infarcito di questa struttura, c’è quasi
certamente lo zampino dell'algoritmo.
Un altro marchio di fabbrica è l’uso spropositato del
trattino lungo (—) al posto delle virgole o dei parentetici, una convenzione
tipica della punteggiatura anglosassone ma desueta nella tradizione sintattica
italiana, soprattutto come sostituto della virgola. In genere serve
principalmente per introdurre il discorso diretto nei dialoghi (al posto delle
virgolette) oppure per isolare un inciso all'interno di una frase (in
alternativa a parentesi), cosa che comunque prima dell’introduzione dell’IA era
raro vedere negli scritti.
Eppure, molti sedicenti autori sono talmente pigri da
copiare e incollare il testo generato dall’IA senza nemmeno rileggerlo. Si
vedono orrori del genere negli articoli di giornale e persino nei libri di
improbabili scrittori emergenti che non si prendono nemmeno la briga di fare un
minimo di editing per "umanizzare" i propri scritti.
A questi indizi si aggiungono altri elementi inconfondibili:
In conclusione, l’intelligenza artificiale non ha ucciso la
scrittura, ma la sta inquinando, sommergendola di immondizia digitale e
mettendo a nudo la pigrizia di chi la usa. Generare parole a costo zero non
significa creare cultura o esprimere un sentimento. Quando deleghiamo
all’algoritmo persino l’intimità di un pensiero o la fragilità di una poesia,
finiamo per offuscare la linea di confine tra la vera voce dell'anima e una
simulazione sintetica, rendendo sempre più difficile distinguere un'opera
autenticamente umana da un artefatto artificiale. In questo modo, non stiamo
producendo arte, ma stiamo solo affollando il mondo di rumore digitale. È tempo
di riappropriarci della nostra umanità, tornando a sporcarci le mani con la
scrittura e a prenderci la responsabilità delle nostre parole. Solo restituendo
agli scritti il peso imperfetto, unico e viscerale della nostra personalità
potremo salvaguardare ciò che ci rende davvero umani.
Nota: Non
per fare della facile ironia, ma questo articolo l’ho scritto io, di mio pugno,
senza alcun ausilio dell’IA. L’immagine, invece, è stata creata con l’IA. Ed è
proprio questo, a mio avviso, l’uso che dovremmo fare dell’intelligenza
artificiale, uno strumento al servizio
dell’Uomo, non un sostituto dell’Uomo.
[Nicola Antonio Roberto Amato]
Condivido con vero piacere l'intervista rilasciata al giornalista Emilio D'andrea per la testata Info Vulture - A tutta pagina, mensile di informazione e cultura dell'area nord della Basilicata, che ringrazio di cuore per questa piacevole e stimolante intervista, e per lo spazio e l'attenzione dedicatami.
È stata un'ottima occasione per riflettere insieme su argomenti centrali del presente e del futuro, dall'impatto dell'Intelligenza Artificiale e dell'etica della comunicazione, fino all'importanza della memoria storica e del legame indissolubile con le mie radici lucane, che continua a essere fonte costante di ispirazione per le mie opere.