sabato 29 luglio 2023

Intervista a Nicola Amato, autore del romanzo Stalking Letale

Sviscerato il delicato tema dello stalking in tutte le sue sfaccettature dall'autore Nicola Amato. Intervista e servizio televisivo della giornalista Rosamaria Mollica.

Per chi volesse approfondire la tematica stalking, consiglio due libri interessanti dello stesso autore:

- Stalking letale (romanzo).
 https://www.amazon.it/dp/1790426308

- Il reato di stalking e la disciplina giuridica che lo regola (saggio).       https://www.amazon.it/dp/B0BXN8XKQX


lunedì 17 luglio 2023

L'ineluttabile scorrere del tempo

È incredibile pensare di aver già raggiunto i 60 anni, ditemi che non è vero perché stento a crederci. Si, lo so, non li dimostro affatto, ma ahimè da oggi sono ufficialmente sessantenne. 

Mi colpisce la velocità con cui il tempo è volato via, sembra che i giorni siano scivolati via come sabbia tra le dita. Mi ritrovo a riflettere sulle molte esperienze che ho vissuto, sui successi e sui fallimenti che hanno intessuto la trama della mia vita. Si tratta comunque di un traguardo che racchiude in sé un mosaico di esperienze, sfide superate e saggezza accumulata lungo il cammino. Quando guardo indietro, rifletto su ogni difficoltà affrontata, ogni ostacolo superato, e riconosco quanto siano stati fondamentali per plasmare la persona che sono diventato oggi. Ogni ruga, ogni linea sul mio viso narra una storia di risate, di lacrime, di amore e di coraggio.

Le difficoltà che ho attraversato lungo il percorso hanno modellato la mia forza interiore, la mia resilienza e la mia determinazione. Mi hanno insegnato l'importanza di adattarmi alle sfide e di scoprire la bellezza anche nelle situazioni più complesse. Nonostante tutto, ho trovato la forza per superare gli ostacoli e continuare a sorridere, abbracciando la vita con coraggio.

Non mi resta ora che continuare a camminare con fierezza lungo il sentiero della vita, pronto ad affrontare nuove avventure, consapevole che ogni giorno è un dono da celebrare. Sono grato per tutto ciò che ho vissuto fino ad oggi, nel bene e nel male, e sono entusiasta di ciò che il futuro mi riserva. Che i prossimi anni siano colmi di gioia, amore e possibilità, perché ogni istante merita di essere vissuto appieno. 

giovedì 13 luglio 2023

La steganografia sostitutiva applicata ai file immagine GIF

Il termine steganografia si riferisce ad una tecnica elusiva della comunicazione che ha origini molto antiche. Si tratta dell'insieme delle tecniche che consente a due o più persone di comunicare tra loro in modo tale da nascondere l'esistenza della comunicazione agli occhi di un eventuale osservatore. La steganografia dunque è l’arte di nascondere un messaggio all’interno di un contenitore o vettore, in apparenza insospettabile, così da rendere non tanto la decodifica del contenuto difficoltosa come avviene per la crittografia, quanto pressoché impossibile la sua stessa identificazione.

La steganografia sostitutiva è senz'altro la tecnica steganografica moderna più diffusa, tanto che spesso quando si parla di steganografia ci si riferisce implicitamente a quella di questo tipo. Alla base di questa tecnica c'è un'osservazione: la maggior parte dei canali di comunicazione (linee telefoniche, trasmissioni radio, etc.) trasmettono segnali che sono sempre accompagnati da qualche tipo di rumore o disturbo. In genere è definito rumore quel fruscio di sottofondo che sentiamo in audio, oppure il classico effetto neve di alcune immagini. Questo rumore può essere sostituito da un segnale, il messaggio segreto, che è stato trasformato in modo tale che, a meno di conoscere una chiave segreta, è indistinguibile dal rumore vero e proprio, e quindi può essere trasmesso senza destare sospetti.

Il formato immagine GIF è uno dei tanti contenitori che ben si presta per inserire al suo interno un altro file o messaggio segreto. 

Il GIF fa uso di una palette di colori, vale a dire un sottoinsieme di colori prestabilito. I pixel che formano l’immagine possono assumere uno dei colori della palette. Questo si traduce in una grossa economia di rappresentazione del file, visto che ogni pixel può essere rappresentato semplicemente da un puntatore ad un colore della palette.

Sino a poco tempo fa si pensava fosse alquanto improbabile fare della steganografia utilizzando come contenitori i file immagine GIF. Questo non solo per le evidenti difficoltà dovute al fatto che questo tipo di file è compresso in maniera pesante col metodo LZW e, soprattutto, per le ridotte dimensioni del file, ma anche per la sua particolare struttura interna. Le tecnologie moderne, invece, hanno fatto sì che venissero implementati dei software “ad hoc” capaci di steganografare dei file all’interno di immagini in formato GIF.

Per meglio comprendere, però, come sia possibile utilizzare un file GIF come contenitore, si rende necessario spendere due parole per spiegare com’è strutturato al suo interno un file GIF. Lo faremo banalizzando un po’ la spiegazione dei contenuti, rendendoli molto chiari e fruibili da chiunque, anche dai neofiti della materia. Ciò ci aiuterà a capire meglio come opera un algoritmo steganografico all’interno di un file GIF. Quello che sappiamo è che un file GIF è un tipo di immagine che occupa poco spazio sul disco in quanto è a bassa risoluzione grafica, dato l’utilizzo di massimo 256 colori.

Se prendiamo dunque un GIF, quello che vediamo noi è solo la crosta superficiale dell’immagine, mentre sotto tale crosta c’è una palette di 256 colori. Immaginiamo ora la rappresentazione di una fotografia digitale di un prato verde che contrasta un cielo azzurro. Sotto l’immagine di questo paesaggio che noi vediamo c’è una griglia con 256 caselle, contenenti altrettanti colori, che noi, però, non vediamo. Affinché sia possibile visualizzare nell’immagine il colore verde del prato, in corrispondenza della casella contenente il colore verde c’è posizionato un puntatore che indica che in una data posizione della crosta superficiale che noi vediamo ci sono dei pixel colorati di verde che corrispondono al prato. Lo stesso dicasi per il cielo: in corrispondenza del cielo azzurro rappresentato nell’immagine, nella parte sottostante che noi non vediamo, ma che ospita la palette dei colori, un altro puntatore è posizionato sulla casella del colore azzurro, il quale ci consente di visualizzare il cielo dell’immagine in questione.

In definitiva, tutti i colori rappresentati nell’immagine che noi vediamo, derivano dal fatto che all’interno dell’immagine stessa ci sono altrettanti puntatori posizionati su tutti i colori utilizzati in quell’immagine.

Come operano allora i software steganografici nei file GIF?

Dal momento che non tutti i 256 colori a disposizione vengono effettivamente utilizzati, anzi, in genere non si va oltre la metà, e tenendo in considerazione che la palette dei colori è comunque formata da 256 caselle a prescindere dai colori utilizzati, i software steganografici che si occupano di immagini GIF operano in una maniera semplicissima e, per certi versi, disarmante. Tenendo come esempio ancora l’immagine del paesaggio col prato verde ed il cielo azzurro, l’algoritmo steganografico opera nel seguente modo.

Prende possesso di una casella contenente un colore qualsiasi che non è stato utilizzato nell’immagine e vi inserisce al suo interno un colore verde identico a quello rappresentato dal prato, iniettando però al suo interno un “pezzettino” del file segreto che si vuole steganografare. Prende poi il puntatore che era posizionato sul colore verde originale e lo sposta sul nuovo colore verde nel cui interno è stato nascosto qualche bit del file segreto. Continua poi ad operare in questo modo con l’azzurro del cielo e con tutti gli altri colori utilizzati per rappresentare l’immagine in questione.

Il risultato è sorprendente: messe a confronto, l’immagine originale e quella manipolata dall’algoritmo steganografico, sono perfettamente identiche, anche se sottoposte a zoom o screening approfondito. In compenso però, nella nuova immagine si è riusciti ad iniettare un altro file, naturalmente di dimensioni ridotte per rispettare il rapporto di 1 a 8 oppure 1 a 10 tra file contenitore e messaggio inserito, per salvaguardare l’integrità dell’immagine stessa.

Come è facile intuire, partendo dai concetti di base della steganografia, è facile estendere queste tecniche ai più svariati formati. Oltre a numerosi applicativi per i formati più comuni BMP, WAV, JPEG, MP3, etc, in Rete è possibile trovare tool steganografici per i formati più vari. In particolare esistono programmi capaci di utilizzare addirittura file PDF e HTML.

Se volete approfondire l’argomento della steganografia, vi consiglio un libro chiaro e completo del percorso storico e delle nuove tecniche steganografiche spiegate con vari esempi applicativi e con l’utilizzo di software steganografici. Il suo titolo è: “La steganografia da Erodoto a Bin Laden: Viaggio attraverso le tecniche elusive della comunicazione”, e lo trovate su https://www.amazon.it/dp/1520262221 

Dott. Nicola Amato



domenica 2 luglio 2023

L’interazione uomo-informazioni e la sua relazione con il processo decisionale

L'interazione uomo-informazioni (HII), si concentra sull'interazione tra le persone e le informazioni digitali. Questo campo di studio riguarda come le persone cercano, accedono, elaborano, comprendono e utilizzano le informazioni all'interno di sistemi informatici o ambienti digitali. 

L'HII si basa sulla comprensione delle esigenze degli utenti, delle loro abilità cognitive e dei loro comportamenti quando interagiscono con le informazioni digitali. L'obiettivo principale dell'HII è migliorare l'efficacia, l'efficienza e l'esperienza complessiva degli utenti durante l'interazione con i dati e le informazioni. 

Questo campo multidisciplinare si avvale di contributi provenienti da diverse aree come l'informatica, le scienze cognitive, l'ergonomia, la psicologia e la comunicazione. Gli esperti di HII cercano di progettare sistemi che presentino informazioni in modo chiaro, organizzato e significativo per gli utenti, tenendo conto delle loro capacità e delle loro aspettative. 

L'interazione uomo-informazioni può coinvolgere diverse modalità di interazione, come la ricerca e il recupero delle informazioni, la visualizzazione dei dati, l'analisi delle informazioni, la navigazione nelle collezioni di dati e la comunicazione attraverso i dati. 

L'HII è di particolare importanza in ambiti come la visualizzazione delle informazioni, la progettazione delle interfacce utente, la gestione delle informazioni, l'informatica umanistica e la scienza dei dati. Contribuisce a migliorare la facilità d'uso, l'accessibilità e l'efficacia dei sistemi informativi e dei servizi digitali, consentendo alle persone di interagire in modo più efficiente ed efficace con le informazioni che li circondano. 

L'interazione uomo-informazioni (HII) e il processo decisionale sono strettamente correlati. 

L'HII fornisce gli strumenti e le interfacce che consentono alle persone di accedere alle informazioni necessarie per prendere decisioni informate e di interagire con queste informazioni durante il processo decisionale. Quando si prendono decisioni, le persone cercano di ottenere informazioni pertinenti, analizzare i dati disponibili, valutare le opzioni e infine fare una scelta. L'HII gioca un ruolo cruciale in ogni fase di questo processo.

Nella fase di ricerca delle informazioni, l'HII offre strumenti come motori di ricerca, basi di dati o altre fonti di informazioni che permettono agli individui di trovare dati rilevanti per il problema o la decisione da prendere. Una volta ottenute le informazioni, l'interazione uomo-informazioni diventa importante per analizzare e comprendere i dati. Le visualizzazioni dei dati, ad esempio, possono aiutare a rivelare modelli, tendenze o relazioni nascoste all'interno dei dati, facilitando così la comprensione e l'interpretazione delle informazioni.

Durante il processo decisionale, l'HII consente agli individui di valutare le diverse opzioni disponibili e confrontarle tra loro. Le interfacce utente intuitive e interattive possono fornire strumenti di supporto alla decisione, come diagrammi, grafici, tabelle comparative o simulazioni, che aiutano a valutare le conseguenze delle scelte.

Infine, l'HII supporta anche la comunicazione delle decisioni prese. L'interazione uomo-informazioni consente di presentare i risultati del processo decisionale in modo chiaro e comprensibile, attraverso la visualizzazione dei risultati, la generazione di report o la condivisione delle informazioni con gli altri interessati. 

In sintesi, l'interazione uomo-informazioni fornisce le tecnologie e le interfacce che aiutano le persone a cercare, accedere, comprendere e utilizzare le informazioni nel processo decisionale. Rendendo le informazioni più accessibili, comprensibili e utilizzabili, l'HII può migliorare la qualità delle decisioni e favorire il raggiungimento degli obiettivi desiderati. 

Facciamo un esempio pratico di interazione uomo-informazioni nel processo decisionale:

Immagina di essere un imprenditore che deve decidere in quale nuova località aprire un negozio per espandere il tuo business. Per prendere una decisione informata, dovresti interagire con le informazioni disponibili attraverso l'HII. 

  1. Ricerca delle informazioni: Utilizzando strumenti di ricerca come motori di ricerca e mappe, potresti cercare informazioni sulle aree geografiche, le demografie, la concorrenza e i trend di mercato nelle diverse possibili località. 
  2. Analisi dei dati: Utilizzando strumenti di visualizzazione dei dati, potresti analizzare grafici e diagrammi che rappresentano le informazioni demografiche, i dati di vendita, i flussi di traffico o altre metriche pertinenti per valutare il potenziale successo di ogni posizione.
  3. Valutazione delle opzioni: Utilizzando interfacce interattive, potresti confrontare le diverse opzioni di posizione in base a criteri specifici, come costi dell'affitto, vicinanza alla tua base di clienti esistenti, accessibilità ai trasporti pubblici o quantità di concorrenza nella zona. 
  4. Comunicazione della decisione: Utilizzando presentazioni visive o report, potresti comunicare la tua decisione a partner, dipendenti o investitori, spiegando i dati e le ragioni che hanno portato alla scelta di una particolare posizione.

In questo esempio, l'interazione uomo-informazioni consente di cercare, accedere, analizzare, valutare e comunicare le informazioni pertinenti per prendere una decisione informata sulla scelta della posizione di negozio migliore. L'HII ti aiuta a ottenere una visione più chiara e completa delle opzioni disponibili, migliorando la qualità della tua decisione e riducendo il rischio di errori costosi. 

Esistono infine diversi software e strumenti che supportano l'interazione uomo-informazioni (HII). Questi strumenti sono progettati per facilitare la ricerca, l'accesso, l'analisi e la presentazione delle informazioni in modo da supportare il processo decisionale e migliorare l'esperienza dell'utente. 

Ecco alcuni esempi di software e strumenti HII: 

  1. Motori di ricerca: I motori di ricerca come Google, Bing e altri consentono agli utenti di cercare e accedere a una vasta gamma di informazioni online in modo rapido ed efficiente.
  2. Strumenti di visualizzazione dei dati: Software come Tableau, Power BI e Google Data Studio offrono funzionalità di visualizzazione dei dati, permettendo agli utenti di creare grafici, diagrammi e dashboard interattivi per analizzare e comprendere meglio i dati. 
  3. Sistemi di gestione delle informazioni: I sistemi di gestione dei contenuti (CMS) come WordPress o Drupal, o i sistemi di gestione delle basi di dati (DBMS) come MySQL o Oracle, aiutano a organizzare e gestire le informazioni in modo strutturato, facilitando l'accesso e la ricerca delle informazioni desiderate.
  4. Software di analisi dei dati: Strumenti come Excel, R e Python forniscono funzionalità avanzate per analizzare dati complessi, applicare modelli statistici e generare visualizzazioni dei dati per supportare il processo decisionale. 
  5. Strumenti di presentazione: Software come Microsoft PowerPoint o Prezi consentono di creare presentazioni visive e coinvolgenti per comunicare e condividere informazioni in modo chiaro ed efficace.

Questi sono solo alcuni esempi di software HII disponibili. L'interazione uomo-informazioni può variare a seconda del contesto e delle esigenze specifiche dell'utente, e di conseguenza esistono molti altri strumenti e applicazioni che supportano questo tipo di interazione. 

Dott. Nicola Amato


mercoledì 28 giugno 2023

Metadati? Si, grazie.

In quest’era che le tecnologie della comunicazione la fanno letteralmente da padrone, si sente sempre parlare dei metadati come un valore aggiunto all’efficacia comunicativa, ma spesso non se ne conoscono a fondo le loro caratteristiche e le notevoli potenzialità che possono sprigionare, specialmente nel campo dei social media che oggigiorno tutti utilizziamo.

I metadati, però, partono da lontano, quando ancora nessuno di noi sapeva cosa fossero i social media. I primi impieghi dei metadati, infatti, risalgono ai primi utilizzi del computer per catalogare ed organizzare la massa di dati e documenti cartacei che si cercavano di migrare dalla gestione analogica a quella digitale.

Il termine metadati, che letteralmente vuol dire "dati sui dati", è oggi ampiamente utilizzato in diversi contesti, ma spesso viene inteso in modi diversi dalle diverse comunità professionali che progettano, creano, descrivono, conservano e utilizzano sistemi e risorse informative. Fino alla metà degli anni '90, metadato era un termine utilizzato principalmente dalle comunità coinvolte nella gestione e interoperabilità dei dati geospaziali e nella gestione dei dati e nella progettazione e manutenzione dei sistemi in generale. Per queste comunità, il termine si riferiva a una suite di standard industriali o disciplinari, nonché a documentazione interna ed esterna aggiuntiva e altri dati necessari per l'identificazione, la rappresentazione, l'interoperabilità, la gestione tecnica, le prestazioni e l'uso dei dati contenuti in un sistema informativo.

I metadati oggi sono definiti come i dati che forniscono informazioni su uno o più aspetti dei dati, e che sono raggruppati in record e salvati su di un file o un database. 

Il termine metadati viene utilizzato nell’ambito delle tecnologie informatiche per riassumere le informazioni di base sui dati che possono facilitare il tracciamento e l'utilizzo di dati specifici. In altre parole, i metadati sono informazioni utilizzate per descrivere i dati che sono contenuti all’interno di un contenitore, come una pagina Web, un documento o un file. Un altro modo di pensare ai metadati è di vederli come una breve spiegazione o un riassunto di che tipo di dati si tratta.

Facciamo qualche esempio pratico per capire meglio di cosa si tratta.

I metadati che troviamo in ogni documento non sono altro che le informazioni che si riferiscono alla data apposta sul documento, oppure all'indicazione del soggetto che lo ha prodotto, sia esso una persona fisica, un'azienda o un ente. Potrebbe includere una raccolta di informazioni come l'autore, la dimensione del file, la data di creazione del documento e le parole chiave per descrivere il documento. 

I metadati di un file musicale potrebbero includere il nome dell'artista, l'album e l'anno di pubblicazione.

I metadati dei libri, ad esempio, sono il titolo, una lista di autori, una prefazione, un insieme di capitoli, a loro volta suddivisi in paragrafi.

Infine, ogni documento può essere descritto da informazioni non direttamente presenti al proprio interno, ma che sono tuttavia necessarie per caratterizzarlo. 

Si pensi, ad esempio ad una Biblioteca Digitale contenente le foto di quadri. Ogni singola foto ha bisogno di essere descritta tramite informazioni aggiuntive, quindi metadati, quali l’autore del quadro, il titolo, la data di produzione, il luogo nel quale viene conservato, etc.

Per i file del computer, i metadati possono essere archiviati all'interno del file stesso o altrove, come nel caso di alcuni file di libri EPUB  che conservano i metadati in un file ANNOT  associato.

I metadati, quindi, sono informazioni strutturate relative ai dati, interpretabili da parte di un computer al fine di effettuare una serie di operazioni volte alla catalogazione, ricerca e tracciamento dei dati.

Possiamo pensare ai metadati come alla somma totale di ciò che si può dire in un dato momento su qualsiasi oggetto digitale a qualsiasi livello di aggregazione.

In generale, tutti gli elementi digitali, indipendentemente dalla forma fisica o intellettuale che assumono, hanno tre caratteristiche: il contenuto, il contesto e la struttura, che possono e devono essere riflesse attraverso i metadati:

• Il contenuto si riferisce a ciò che l'oggetto contiene o riguarda ed è intrinseco a un oggetto informativo;

• Il contesto indica il chi, cosa, perché, dove e come, ossia quegli aspetti associati alla creazione dell'oggetto e alla vita successiva, ed è estrinseco a un oggetto informativo;

• La struttura si riferisce all'insieme formale di associazioni all'interno o tra i singoli oggetti di informazione e può essere intrinseca, estrinseca o entrambi.

Tutti gli oggetti portano con sé determinati metadati che derivano in modo innato dalle circostanze della loro creazione, gestione e utilizzo. Tuttavia, i professionisti dell'informazione sul patrimonio culturale come i registrar dei musei, i catalogatori di biblioteche e gli archivisti, spesso applicano il termine metadati alle informazioni a valore aggiunto che creano per organizzare, descrivere, tracciare e in altro modo migliorare l'accesso agli oggetti informativi e agli oggetti fisici e alle collezioni relativi a quegli oggetti. 

Tali metadati sono spesso regolati da standard e migliori pratiche sviluppati e promossi dalla comunità al fine di garantire qualità, coerenza e interoperabilità. I linguaggi di markup come HTML e XML e una varietà di schemi e formati di metadati, forniscono modi standardizzati per strutturare ed esprimere questi standard per l'elaborazione, la pubblicazione e l'implementazione della macchina.

I metadati dunque rappresentano informazioni dietro le quinte che vengono utilizzate ovunque, da ogni settore, in molteplici modi. È onnipresente nei sistemi informativi, nei social media, nei siti Web, nei software, nei servizi musicali e nella vendita al dettaglio online. 

Ad esempio, un'immagine digitale può includere metadati che descrivono la dimensione dell'immagine, la profondità del colore, la risoluzione, quando è stata creata, la velocità dell'otturatore e altri dati. 

I metadati di un documento di testo possono contenere informazioni su quanto è lungo il documento, chi è l'autore, quando il documento è stato scritto e un breve riassunto del documento. 

I metadati all'interno delle pagine Web possono anche contenere descrizioni del contenuto della pagina, nonché parole chiave collegate al contenuto. Questi collegamenti sono spesso chiamati "Metatag" , che sono stati utilizzati come fattore principale per determinare l'ordine di una ricerca sul Web fino alla fine degli anni '90.

Ora è più chiaro che i metadati arricchiscono i dati con informazioni che ne facilitano la ricerca, l'utilizzo e la gestione. Ad esempio, i tag HTML definiscono il layout per i lettori umani. I metadati semantici aiutano i computer a interpretare i dati aggiungendo riferimenti a concetti in un grafico della conoscenza.

Un altro esempio tipico di metadati è costituito dalla scheda del catalogo di una biblioteca, la quale contiene informazioni circa il contenuto e la posizione di un libro, cioè dati riguardanti più dati che si riferiscono al libro. Un altro contenuto tipico dei metadati può essere la fonte o l'autore dell'insieme di dati descritto, oppure le modalità d'accesso con le eventuali limitazioni.

Un metadato può essere anche un dato aggiunto all'insieme delle informazioni per altri scopi. Ad esempio, se alla scheda del libro della biblioteca aggiungo un ID, ossia un identificatore univoco, quest'ultimo è un metadato.

Fondamentalmente, i metadati sono ovunque, sono la traccia digitale di tutto ciò che facciamo nello spazio delle informazioni. 

Cosa non sono i metadati

I metadati sono dati che descrivono i dati, ma non sono i dati stessi. I metadati dell'autore e della data di creazione archiviati in un documento Microsoft Word, ad esempio, non sono l'intero documento, ma solo alcuni dettagli sul file.

Poiché i metadati non sono i dati effettivi, di solito possono essere resi pubblici in sicurezza perché non consentono a nessuno di accedere ai dati grezzi. Conoscere i dettagli di riepilogo su una pagina web o un file video, ad esempio, è sufficiente per capire cos'è il file ma non abbastanza per vedere effettivamente l'intera pagina o riprodurre l'intero video.

Pensate ai metadati come a un file di una scheda nella vostra biblioteca d'infanzia che contiene informazioni su un libro; i metadati non sono il libro stesso. Potete imparare molto su un libro esaminando il suo file della scheda, ma dovete poi aprire il libro per leggerlo.

Dott. Nicola Amato


venerdì 23 giugno 2023

L’importanza del backup dei dati



Cominciamo con una domanda la cui risposta potrebbe sembrare scontata: che cos'è un backup e che cosa non è?

Può sembrare banale una domanda del genere, lo so, ma alla fine vedrete che non lo è per nulla, anzi. Infatti, seppure in questo mondo di globalizzazione delle conoscenze informatiche, più o meno tutti gli utilizzatori dei computer, a qualsiasi livello, si sono ritrovati davanti, almeno una volta nella vita, il termine “backup”, e quindi ormai quasi tutti sanno cosa vuol dire. Ce ne sono altri invece che hanno dei dubbi in merito, o forse non sanno neanche di averli in quanto le loro certezze sono erronee, dubbi che è meglio chiarire subito prima di affrontare altri argomenti più complessi correlati al backup.

Il backup è un processo di creazione di una copia dei dati del proprio sistema e la sua successiva archiviazione, spesso su di un altro supporto  informatico, in modo da poterlo utilizzare in seguito per il ripristino dei dati, nel caso in cui i dati originali vadano persi o danneggiati. In pratica, attraverso dei software specifici, viene eseguita periodicamente una copia dei propri dati e dei sistemi e salvata su di un supporto, meglio se esterno al proprio sistema, in modo che in caso di guasto al computer e/o di perdita dei dati, c’è sempre una copia di riserva disponibile per ripristinare i dati originari.

In un modo o nell'altro, tutte le aziende e le organizzazioni proteggono i propri dati con operazioni costanti di backup, soprattutto quei dati considerati critici, rendendoli i componenti chiave del piano di ripristino di emergenza e della strategia di continuità delle operazioni aziendali. Di conseguenza, il backup dei dati sta diventando sempre più importante, direi vitale, per qualsiasi tipo di organizzazione che intenda salvaguardare i propri dati e i sistemi da eventuali attacchi hacker o semplicemente da malfunzionamenti del sistema o cancellazioni erronee di dati.

Pertanto, diventa molto importante per ogni azienda designare un amministratore di backup o comunque un responsabile informatico che si occupi di gestire l'intera strategia di backup, comprese le soluzioni e gli strumenti di backup e ripristino. A tal fine, è estremamente importante che tutte le aziende dispongano di una strategia e di una soluzione di backup efficace. Copiare e incollare semplicemente i file e le cartelle su un'altra unità non è un backup, anche se forzatamente potrebbe essere considerato tale.

Si tratta di una questione importante che spesso crea confusione, che è meglio chiarire subito, ossia quella inerente alla differenza tra il backup dei dati e un archivio dei dati. Molte persone sono un po’ confuse al riguardo, quindi è meglio chiarire la differenza tra questi due sistemi di salvataggio dei dati.

I backup, che fanno parte di un piano di ripristino di emergenza, hanno lo scopo di fornire un modo rapido per ripristinare i dati che sono andati perduti o che si vogliono comunque ripristinare. Un backup ha due scopi principali: ripristinare i dati dopo che sono stati persi e recuperarli prendendoli da una data specifica di un backup precedente all’eventuale disastro.

L'archiviazione dei dati, invece, è progettata per il salvataggio dei dati a lungo termine; parliamo anche di decenni. In genere i dati sono salvati in maniera sequenziale, cartella dopo cartella e file dopo file, e senza alcun particolare ordine strutturale. I dati, in pratica, vengono accantonati e conservati come copia di riserva per le ricerche storiche per esempio, o per avere comunque una copia dei propri dati. Inoltre, mentre il ripristino rapido ed efficace è importante per un backup, la velocità e l’efficacia di accesso ai dati non è poi così importante per un archivio.

Per farvi un esempio, infine, se succede che dovete ripristinare i dati per un qualsiasi motivo, mentre una copia di backup rimette tutti i dati al loro posto originale e il sistema è pronto a ripartire, una semplice copia di file li mette alla rinfusa perché non saprebbe dove andare a salvarli, a meno che non ce li mettete voi a mano, perché viene a mancare tutta una serie di elementi che un software di backup e ripristino ha, quali indici e collegamenti e relazioni varie. Anche ricopiandoli a mano ad uno ad uno ho i miei dubbi che il vostro sistema funzionerebbe in tal caso.

Pianificazione della strategia di backup

Prima di iniziare a pianificare una strategia di backup, vi suggerisco caldamente di acquisire una conoscenza completa e approfondita delle apparecchiature hardware e delle applicazioni di backup e ripristino dei dati che intendete utilizzare sul vostro server o computer. Leggete attentamente i loro manuali d'uso, e cercate di comprenderne bene il funzionamento in tutti i loro aspetti peculiari.

Detto questo, che mi sembrava doveroso fare, iniziamo ora a parlare di come pianificare e progettare una strategia di backup ottimale ed efficace, che nella prima fase dovrebbe rispondere almeno a queste tre domande importanti:

1. Quali dati devono essere sottoposti a backup?
2. Dove salvare il backup?
3. Quando eseguire il backup? 

La pianificazione di una strategia di backup è un processo che dovrebbe definire i requisiti e i vincoli dei backup, ad esempio la frequenza con cui eseguire il backup dei dati o se sono necessarie copie aggiuntive dei dati di backup su set di supporti aggiuntivi.

Tuttavia, la pianificazione di una strategia di backup non è solo una questione di cosa, dove e quando eseguire il backup, ma è anche necessario definire gli obiettivi e i vincoli della strategia di backup, che include, ad esempio, la risposta ad altre domande importanti, come quelle che seguono:

• Quali sono le vostre politiche aziendali di backup e ripristino sei dati?
• Quali sono i tipi di dati di cui è necessario eseguire il backup?
• Quanto è il tempo massimo di inattività per il ripristino dei dati che la vostra azienda riuscirebbe a  sostenere senza grossi danni per l’organizzazione?
• Per quanto tempo devono essere conservati i dati secondo la loro specificità?
• Come devono essere archiviati e gestiti i supporti con i dati di backup?
• Quanti set di supporti devono essere utilizzati durante il backup dei dati?
• Quanti dati devono essere sottoposti a backup?
• Qual è la crescita in percentuale prevista per i dati?
• Quanto tempo può richiedere un backup?
• Con quale frequenza bisogna eseguire il backup dei dati?
• Quali sono i fattori che possono influenzare la vostra strategia di backup?

Sono un bel po’ di domande a cui dare risposta, lo so, ma ce ne sono ancora delle altre da soddisfare prima di arrivare ad implementare un’adeguata pianificazione della strategia di backup, la cui implementazione dipende dalle risposte che darete a tutte queste domande.

Backup e cybersecurity

Il backup dei propri sistemi e dei dati rappresenta certamente una contromisura per difendersi da eventuali attacchi. Anche perché, sebbene molti attacchi hacker siano perpetrati con lo scopo di copiare i vostri dati per poi chiedere un riscatto, pena la loro divulgazione in Rete, quegli stessi dati in tal caso rimarrebbero comunque nelle vostre mani. Tuttavia, in caso di attacco, non avete la certezza che i vostri dati non siano stati danneggiati, anche effettuando tutte le verifiche del caso, perché molti danni ai dati saltano fuori a distanza di tempo. E non avete neanche la certezza che addirittura non sia stato inserito all’interno dei dati un malware. Per cui, il consiglio è di fare regolarmente dei backup dei vostri sistemi e dei dati, seguendo una strategia di backup ad hoc secondo le vostre esigenze, e naturalmente dovete fare assolutamente un ripristino dei dati non appena vi accorgete che i vostri sistemi sono stati danneggiati, dopo ovviamente aver chiuso tutte le porte da cui si suppone siano entrati gli hacker.

Se volete approfondire in maniera dettagliata l’argomento dei backup, vi consiglio un libro recente dal titolo “Guida alle strategie di backup dei dati: Uno strumento prezioso e sempre disponibile ogni volta che si rende necessario mettere le mani su di una policy di backup o un piano strategico”.

Lo potete trovare su https://www.amazon.it/dp/B09WPZVVBQ


Dott. Nicola Amato


lunedì 1 maggio 2023

La crittografia visuale: cos’è e come funziona questo sistema crittografico che utilizza tecniche di elaborazione delle immagini per cifrare e decifrare i dati

La crittografia visuale è una tecnica di criptazione che utilizza immagini o altri tipi di dati visivi per nascondere informazioni segrete. In questa tecnica, l'immagine originale viene divisa in parti o pezzi e ogni pezzo viene cifrato in modo indipendente. Successivamente, queste parti cifrate vengono combinate per formare l'immagine criptata. Per decifrare l'immagine criptata, è necessario possedere un'informazione segreta, come una chiave o una password. In genere, la chiave viene utilizzata per selezionare le parti dell'immagine che devono essere combinate per decifrare il messaggio segreto.

Si tratta di una tecnica relativamente nuova che presenta alcuni vantaggi rispetto ad altre forme di criptazione. Ad esempio, la crittografia visuale non richiede l'utilizzo di algoritmi matematici complessi ed è difficile da decifrare senza la conoscenza della chiave. Inoltre, l'immagine cifrata sembra essere una normale immagine, quindi è possibile nascondere il fatto che l'immagine contenga informazioni segrete.

In sostanza, la crittografia visiva è una tecnica che consiste nel nascondere informazioni (testo/simboli/grafica) all'interno di due immagini semitrasparenti (chiamate strati). Sovrapponendo entrambe le immagini esattamente l'una sull'altra, si riveleranno le informazioni nascoste. In questo modo, la decrittazione può essere eseguita solo mediante lettura visiva. Infatti, la crittografia visiva utilizza le caratteristiche della visione umana per riscrivere le foto crittografate. Diverse indicazioni, come mappe militari e identificazioni aziendali, vengono trasmesse su Internet, semplicemente sovrapponendo entrambe le immagini esattamente una sopra l'altra, in questo modo riveleranno le informazioni nascoste. Ovviamente, il destinatario deve avere tra le mani almeno una delle immagini per metterla sopra o sotto l'altra.

La storia della crittografia visuale risale almeno al 1978, quando Adi Shamir, uno dei creatori dell'algoritmo RSA, ha pubblicato un articolo sulla crittografia visuale che descriveva un metodo di cifratura basato su immagini. Questo metodo utilizzava due immagini per criptare e decriptare il messaggio., una pubblica e una privata. Negli anni '90, la crittografia visuale è stata oggetto di molte ricerche e sviluppi. Nel 1994, Naor e Shamir hanno proposto un metodo di crittografia visuale basato su una matrice di pixel che permetteva di cifrare un'immagine in modo tale che fosse possibile decifrarla solo attraverso l'uso di più immagini.

Gli inventori hanno dimostrato uno schema di condivisione segreto visivo, in cui un'immagine è stata suddivisa in n condivisioni in modo che solo qualcuno con tutte le n condivisioni potesse decriptare l'immagine, mentre qualsiasi n - 1 condivisione non rivelava informazioni sull'immagine originale. Ogni condivisione è stata stampata su un lucido separato e la decrittazione è stata eseguita sovrapponendo le condivisioni. Quando tutte le n condivisioni sono state sovrapposte, apparirà l'immagine originale.

Negli ultimi anni, la crittografia visuale è stata applicata a molte aree, tra cui la sicurezza delle informazioni, la protezione dei diritti d'autore e la protezione della privacy. Ad esempio, la crittografia visuale può essere utilizzata per proteggere le immagini su Internet in modo che non possano essere copiate o utilizzate senza autorizzazione.

Come funziona in pratica la crittografia visuale?

La crittografia visuale funziona criptando un'immagine in modo tale che sia leggibile solo attraverso un processo di visualizzazione specifico. Questo processo di visualizzazione può richiedere l'uso di una lente, un filtro o una tecnica di sovrapposizione per decrittare l'immagine e renderla leggibile.

Ci sono diversi modi per implementare la crittografia visuale, ma la maggior parte dei metodi si basa su un principio comune: la divisione dell'immagine in due o più parti, ciascuna delle quali è criptata separatamente. Per decifrare l'immagine, queste parti devono essere sovrapposte in un modo specifico.
Ad esempio, un metodo comune di crittografia visuale prevede di dividere l'immagine originale in due parti, una pubblica e una privata. La parte pubblica viene mostrata al destinatario, mentre la parte privata viene tenuta segreta. Quando il destinatario vuole decifrare l'immagine, sovrappone la parte pubblica con la parte privata utilizzando una lente speciale. In questo modo, l'immagine originale viene riprodotta e diventa leggibile.
Un altro metodo comune di crittografia visuale prevede di dividere l'immagine originale in più parti, ciascuna delle quali viene criptata separatamente. Quando queste parti criptate vengono sovrapposte, l'immagine originale viene riprodotta e diventa leggibile.

In generale, la crittografia visuale è un'alternativa interessante e innovativa alla crittografia tradizionale, ma presenta alcune limitazioni e sfide. Ad esempio, la sicurezza delle immagini criptate dipende dalla complessità del processo di decodifica, che a sua volta può richiedere l'uso di strumenti speciali o conoscenze tecniche specifiche.

Cercherò di essere più chiaro.

La tecnica consiste nel dividere ogni pixel dell'immagine originale (informazione da nascondere) in 4 quadrati più piccoli.
Vengono utilizzate due immagini trasparenti, come potete vedere nell’immagine qui sotto. Un'immagine contiene pixel casuali e l'altra immagine contiene le informazioni segrete. È impossibile recuperare le informazioni segrete da una delle immagini.
Entrambe le immagini o livelli trasparenti sono necessari per rivelare le informazioni. Il modo più semplice per implementare la crittografia visiva è, ad esempio, stampare i due strati su un foglio trasparente.


Ricapitolando:
  • L'immagine o il testo originale è diviso in due o più parti, ciascuna delle quali appare come uno schema casuale e privo di significato.
  • Le condivisioni vengono quindi stampate e distribuite ai destinatari previsti.
  • Per rivelare il messaggio segreto, le condivisioni vengono sovrapposte l'una sull'altra, impilandole o allineandole con precisione.
  • Le parti sovrapposte producono l'immagine o il testo originale.
Per cui, partendo da un pixel originale di un’immagine, esso viene suddiviso in questo caso in due strati sovrapponibili, che una volta messi uno sull’altro, il pixel così elaborato che ne fuoriesce è perfettamente identico al pixel originale, con la differenza che quest’ultimo contiene la chiave ed il messaggio segreto, e per decrittare il messaggio c’è bisogno di entrambi gli strati del pixel.
Ripetendo questo processo per ogni pixel dell'immagine originale, otteniamo due strati con quello che sembra essere un rumore casuale. Tuttavia, la sovrapposizione di questi livelli rivelerà i pixel neri dell'immagine originale.
Ovviamente questa operazione non viene fatta a mano (volendo la si può fare), ma viene effettuata tramite l’ausilio di alcuni software specifici.

Quali sono i vantaggi della crittografia visiva?

1. Non c'è bisogno di un canale sicuro per condividere la chiave.
2. Facile da implementare e da capire.
3. Resistenza agli attacchi informatici, poiché le condivisioni sono casuali e prive di significato.
4. Nessun software o hardware specializzato richiesto.

Tuttavia, la crittografia visiva ha alcune limitazioni, come la bassa capacità di incorporamento, la sensibilità al rumore e al degrado e la difficoltà nell'implementare immagini a colori. Nonostante queste limitazioni, la crittografia visiva ha varie applicazioni in campi come sistemi di voto sicuri, banconote e schemi di condivisione segreta.

                                                                                                                     Dott. Nicola Amato